F.I.K.D.A.
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Kombat Konditioning (prima parte)
Da quando ho cominciato ad allenarmi nelle arti marziali tradizionali, circa 30 anni fa, non sono mai riuscito ad incontrare un istruttore che oltre alla sua specialità, riuscisse a capire qualcosa di preparazione fisica per il combat. Oddio, magari non è neanche colpa loro, in fondo le cinture nere mica le compri al supermarket, e studiare tecniche, kata e via dicendo, lascia poco spazio al resto. Non che la cosa vada meglio nel pugilato..avete presente l’ultima squadra inviata ad Atene? Appunto…Mi sono detto: magari nella lotta libera…no. Lì, in certi casi è anche peggio..finchè sei vivo ti devi allenare…se muori devi restituire il tesserino...
No, non ci siamo.

Peso, pesi e preparazione fisica
Teniamo presente che ai miei tempi il più intelligente dei preparatori usava ripetere “I pesi fanno male!”.
Grazie a Dio non ci ho mai creduto.
Osservare oggi un incontro di MMA significa osservare lo scontro tra due atleti superiormente preparati…UFC, BJJ, K1, nessuna di queste specialità ammette una qualsiasi debolezza nella preparazione, sia fisica che tattica. E voi lo sapete bene!
Oggi, qualunque fighter o wrestler pratica potenziamento con pesi o resistenze similari, e chi più e chi meno, i risultati sono sempre una muscolatura più massiccia ed una migliorata forza generale. È possibile fare di meglio? Si , sempre!

Partiamo dal peso
Ci sono solo due categorie di fighters destinati a perdere ancora prima di cominciare il combattimento: quelli sottopeso e quelli soprappeso. Avete presente i lottatori di libera che si sparano 3 saune prima di fare il peso e poi pretendono anche di farcela? Oppure i pugili che salgono di categoria a suon di pastasciutta, e poi non arrivano col fiato nemmeno al 3° round? Ecco, forse cominciamo a farci un’idea di quello che deve essere il peso funzionale. Tutti noi nasciamo con una struttura alla quale può far capo solo un determinato peso muscolare, e se decidiamo di aumentarlo a dismisura, dobbiamo essere pronti a farlo funzionare come si deve.
Cosa intendo dire? Molto semplice: ultimamente ho visto un combattimento di Bob Sapp ed il Torneo d’Autunno di Sumo. Nel primo caso ho visto una palla di lardo prenderle da destra e sinistra e finire a tappeto piagnucolando, nel secondo ho visto invece delle masse umane abnormi muoversi a velocità inaudite,e spararsi anche quattro combattimenti nella stessa serata. In termini pratici, la massa, muscolare e non, deve avere un preciso ruolo funzionale nella potenza che deve essere espressa nei movimenti, altrimenti diventa una zavorra, un impedimento. Akebono, il fighter fisicamente più assurdo del K-1, ha dalla sua proprio il fatto di saper trasmettere la sua enorme massa da ex lottatore di Sumo nei pugni che sferra, “appoggiando” i suoi colpi soprattutto nel lavoro all’angolo. Nel caso invece si preferisse scendere drasticamente di categoria, vorrei ricordare ai vari Ghandi del tappeto di lotta libera che un organismo privato delle necessarie sostanze nutritive è semplicemente destinato ad infortunarsi. Private i tendini del collagene che gli necessita, e loro si romperanno, private i muscoli delle proteine e dell’acqua, e questi si sfibreranno. Private il vostro corpo del minimo grasso necessario, e questo comincerà a raffreddarsi ed ammalarsi.
Pensate di essere macchine? No, siete esseri umani. Forti, ma umani. E guardate bene quante riuscite a vedere lo stesso atleta alle olimpiadi di anno in anno: chi gioca col peso, raramente riesce a rimanere in pedana per due edizioni di fila… Cominciate ad accettare il vostro peso per quello che vi può servire al meglio, ed ispiratevi ad atleti che hanno fatto del peso funzionale la loro arma vincente: gente come Sakara, Saint Pierre, Jackson, non un chilo in più di quello che gli serve, e mi sembra che se la cavino bene! Certo, fisici erculei come quello di Shamrock sono belli da ammirare, ma bisogna essere Shamrock per saper muovere quel fisico a quella velocità!
Volete consigli sulla dieta? Mangiate schifezze? Eccomi qui anche per questo…ma prima accettate il vostro corpo e scegliete bene la vostra categoria.

Preparazione fisica e pesi
Un grave errore di concetto nella preparazione fisica del Kombat, è di confondere la preparazione del fighter con quella del guerriero. Il guerriero, il combattente, il militare devono affrontare la lotta tutti i giorni, a qualsiasi ora, e per qualsiasi durata di tempo. Quindi è giusto addestrarli sempre e solo sino allo sfinimento fisico, poiché dopo di tale addestramento, qualsiasi azione od operazione militare risulterebbe facile. Quindi l’addestramento deve essere quotidiano, multifunzionale, selettivo ed estremamente duro, sino a sviluppare tutte le caratteristiche fisiche e mentali necessarie.
Ma il fighter non combatte tutti i giorni, e nemmeno per un’ora di fila. Quindi, è perfettamente inutile addestrarlo a combattere per ore ed ore, quando in tutto passerà, anche nel peggiore dei K-1, al massimo 36 minuti totali sul ring. Forse è meglio insegnargli a dare almeno 2 colpi al secondo, per 36 minuti di fila (sono 4320 colpi), e questo, per quanto paradossale, è l’unica possibilità logica di concettualizzare un allenamento funzionale…e non credo di sbagliarmi, perché l’unica ragione per la quale molti incontri finiscono ai punti, è che nessuno dei due contendenti riesce a sostenere e quindi superare il “ritmo di battuta” dell’avversario. Tatticamente non fa una grinza.
La preparazione fisica di un fighter deve essere semplicemente ciclizzata, avendo come apice proprio l’incontro clou. È inutile essere al 100% tutto l’anno, e poi, a causa della normale stanchezza, trovarsi con le gambe molli proprio all’incontro più importante, come è perfettamente inutile mantenere il lavoro di potenziamento con i pesi fino alla settimana del combattimento.
Per quanto mi concerne, l’esercizio fisico deve semplicemente essere strutturato in due precisi segmenti:

  • la attività di “reazione fisica”: con la quale si raggiunge e si mantiene un determinato standard di atletismo quotidiano, effettuando giornalmente un lavoro tipo 500 squat a corpo libero, 250 flessioni braccia, 80 trazioni alla sbarra e almeno 200 crunch
  • la attività di sviluppo della forza e relativo potenziamento: tramite i quali, con l’utilizzo di vari tipi di resistenza (pesi, molle, elastici, etc.) si acquisisce prima un livello determinato di forza massimale, da trasformare in “potenza utile” nel combattimento, che deve essere a sua volta sviluppata e poi mantenuta nei periodi di “preparazione tecnica”.

Solo stabilendo quella che sarà la base di lavoro, ed i relativi picchi di performance, saremo in grado di condurre una stagione agonistica come si deve, e di non arrivarci mai col serbatoio vuoto.
Nei prossimi articoli, affronterò in dettaglio quelli che sono i migliori sistemi di acquisizione della normale capacità di “reazione fisica” , quelli che sono i migliori sistemi di potenziamento per il kombat, e quelli che penso siano i paradossi più interessanti tramite i quali cominciare a percorrere nuove metodologie di allenamento.

Mario Civalleri RKC
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Fight Or Die


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