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Kombat Konditioning (seconda parte)
La pratica del bodybuilding e della pesistica mi hanno insegnato diverse cose. Una fra tutte riguarda il concetto di programmazione e picco.
Come ho accennato la volta scorsa, il soldato deve essere al meglio della propria forma per 365 giorni all’anno, e 24 ore al giorno. L’atleta di kombat, invece, no! Come per ogni sport, è auspicabile essere in una discreta forma per tutto l’anno, ma il 100%, anzi il 1.000% della forma deve essere acquisito solo per quel dannato giorno del combattimento, né prima, né tanto meno dopo.
Era bellissimo sentire alle gare di bodybuilding frasi del tipo “…accidenti, ieri ero perfetto…” oppure “…il giorno dopo l’ultima gara ero meglio che sul palco..”, oppure alle gare di powerlifting, sentire “…oggi i pesi pesano di più…”. Grazie ad una programmazione precisa del lavoro da effettuare, ed alle necessarie valutazioni da effettuare durante la preparazione, è possibile acquisire la giusta forma nei giusti tempi, ma solo se gli obbiettivi stabiliti sono realmente raggiungibili e se ci sono i tempi necessari.
Volete cambiare categoria di peso? Volete acquisire una maggiore resistenza e velocità? Va bene…ma quanto tempo avete per farlo? E quale è il preciso livello o grado di velocità e resistenza che volete acquisire? Siate obbiettivi, analizzate esattamente il vostro stato di forma e se per caso avete anche un tecnico od un maestro con vedute ampie, provate a capire insieme da dove dovete partire, e soprattutto dove volete arrivare e in quante tappe. È inutile pensare solo al prossimo match, dovete pensare ai prossimi 10. Dovete ORA stabilire che atleta sarete fra un anno, e quindi cominciare DA ADESSO a lavorarci sopra.
C’è un’altro concetto molto poco utilizzato dai preparatori atletici del kombat, ma che mi si rivela ogni giorno più utile, ed è quello della S.A.S.I., letteralmente, Sindrome di Adattamento da Stress Imposto. In pratica, è una teoria che spiega come l’organismo umano riesca ad adattarsi alle necessità o alle sollecitazioni a cui può venire sottoposto.
Per farla breve, se ti esponi ai raggi solari, e lo fai gradualmente, aumentando ogni giorno i tempi di esposizione, ti verrà una bella tintarella. Se invece ti metti al sole e ci rimani tutto il giorno, ti scotti e ti ricopri di vesciche.
Assodato che l’adattamento è un fattore perfettamente naturale, per utilizzare al meglio la SASI, è necessario avere un feedback preciso del proprio stato di forma (altezza, peso, percentuale di grasso corporeo, pressione sanguigna, battito cardiaco , etc.) e monitorando questo feedback, modificare gli stati di normalità inserendo dei nuovi e programmati “stress imposti”. Per fare un preciso esempio, l’allenamento a corpo libero quotidiano( flessioni gambe, flessioni braccia a terra, trazioni alla sbarra) di circa 30’ totali è definibile come uno “stato di normalità”, quindi per inserire uno stress imposto possiamo agire:
  • Aumentando il tempo di allenamento
  • Aumentando il numero di esercizi
  • Aumentando le serie totali
  • Aumentando le ripetizioni per ogni serie
  • Aumentando serie e ripetizioni ma rimanendo entro i 30’
  • Inserendo anche esercizi con sovraccarichi

E così via. Il segreto nello sfruttare al meglio la SASI, consiste proprio nel preciso calcolo in intensità e volume dei nuovi stimoli e della giusta tempistica di inserimento, con una calcolata periodizzazione dei periodi di riposo, che hanno non solo la capacità di rigenerarci, ma di favorire l’abbassamento della soglia di sollecitazione generale, e quindi far meglio percepire l’inserimento degli stress indotti .
Ok, sembra complicato, ma posso assicurare che non lo è. Tutte le primavere c’è l’iserimento dell’ora legale, con il risultato che per i primi giorni non si fa altro che sbadigliare, ma…dopo circa 2 settimane..avvertiamo uno stato di rinnovato benessere, proprio grazie al fatto che ci svegliamo un’ora prima alla mattina...
Quindi, nel nostro allenamento non faremo altro che inserire nuovi stimoli che ci portino nei giusti tempi a farcene percepire i vantaggi.
A grandi linee questi concetti, quali programmazione e SASI, possono intimorire l’atleta, ma si rivelano i migliori strumenti per la struttura di un proficuo allenamento, e solo l’atleta ben allenato è in grado di combattere bene e a lungo. Nel prossimo articolo voglio proprio cominciare a darvi delle precise direttive sulla struttura di un allenamento off-season, e sono sicuro che , perlomeno, sarà qualcosa di divertente.

Mario Civalleri RKC
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Fight Or Die


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