F.I.K.D.A.
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Kombat Konditioning (terza parte)
Vorrei innanzi tutto ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto e telefonato in questo ultimo periodo. Purtroppo un virus mi ha letteralmente distrutto il pc, e così tutti i contatti sono andati perduti. Vi prego di ricontattarmi, e sarò felice di rispondervi quanto prima.

Per capire dove si vuole andare, è molto importante sapere da dove si arriva.
Può sembrare ovvio, eppure, nel caso del Kombat Konditioning non lo è affatto. Per capire se si può arrivare ad affrontare un match nella massima forma, bisogna sapere con esattezza in che stato di forma siamo ora, in che stato eravamo un mese fa, e quindi se faremo in tempo, prima del match, ad entrare nella forma giusta.
Uno dei punti più importanti nella preparazione fisica al kombat è la coscienza dello stato di forma: allenarsi, mangiare e dormire bene, usare la giusta supplementazione non sono che concetti, se non sono verificabili, e soprattutto verificati, su base costante. È come volare con un aeroplano: possiamo guardare l’orizzonte a piacimento, ma solo se il computer di bordo ci fornisce i dati giusti, allora siamo in grado di sapere dove, come e soprattutto quando atterrare.
Come avevo accennato precedentemente, lo stato di forma è verificabile in base a dati “registrabili”, quali :

  • Peso corporeo
  • Percentuale di grasso
  • Pressione sanguigna
  • Frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo

Ma è anche registrabile in base a dati che possiamo e dobbiamo verificare personalmente, quali:

  • Quantità di ore di sonno
  • Qualità del sonno
  • Senso generale di benessere e/o malessere
  • Capacità di concentrazione in allenamento
  • Capacità di concentrazione al di fuori dell’allenamento
  • Appetito
  • Desiderio sessuale

Pensate che stia scherzando? Allora vi chiarisco un concetto: se andate da un medico sportivo a chiedere un check-up, nella migliore delle ipotesi vi accomoda su una ciclette da camera e vi sottopone allo stesso test che utilizza per il ragioniere sessantenne del quarto piano. Ora, stabilito che tra voi e il ragioniere in questione c’è ben poca attinenza, a parte il fatto che abitate nello stesso condominio, mi spiegate che validità può avere il test? Avete mai trovato un medico che vi piazza gli elettrodi e vi fa fare tre round di sacco e corda? No ? nemmeno io. Quindi, fate molta attenzione a tutto ciò che vi concerne direttamente, imparate ad interpretare obbiettivamente i segnali del vostro corpo, e fatene buon tesoro. Solo il fighter che impara a conoscersi a dovere sa come e quando smettere prima di farsi male. Gli altri diventano rottami, e i bar delle palestre ne sono pieni.
Ammesso che, in base a quanto sopra, vi riteniate in forma, cominciamo a stabilire quali sono i test outdoor utili a verificare di volta in volta il vostro stato.

Corsa:
combattere significa spesso avere velocità, fiato e resistenza da vendere. In questo caso la corsa rappresenta nelle dovute maniere il test più pratico e di facile utilizzo.

  1. I 60mt piani sono l’espressione della potenza pura, e ritengo che questo test possa fornire un dato importante proprio sullo stato di forza.
  2. i 10’ di corsa continua sono un test arduo, ma se condotto con attenzione si possono ottenere dati importanti sulla capacità sotto sforzo prolungato, sui “momenti di crisi” e sull’effettiva capacità di dare fondo alle energie per arrivare alla fine del match.
  3. sprint on failure: sprint a sfinimento, e consiste nel compiere i 60mt piani il più volte possibile, senza limiti di tempo sul recupero
  4. TABATA Sprint: consiste nell’effettuare 20” di sprint seguiti da 40” di souplesse, per il massimo degli sprint possibili. Oltre che un buon test sulla forza resistenze, è un eccezionale sistema di allenamento cardio-vascolare!

Crawling:
camminare a quattro zampe, sulle mani e sui piedi, richiede coordinazione, potenza ed un fiato eccezionale. Consiglio di effettuare questi test su erba e comunque provvisti di uno spesso paio di guanti da lavoro.

  1. Sprint crawls: i 20mt piani a 4 zampe , sia in avanti che indietro, ma in sessioni separate.
  2. Endurance crawls: sino a cedimento. Un buon atleta può arrivare anche a 5’ filati e a ritmo sostenuto.

Crocodile walk:
ancora sulle mani e sui piedi, ma sfiorando il suolo con ginocchia e gomiti. Per pietà cristiana, questo è un test di sola resistenza.

Nel prossimo articolo parleremo di test indoor sia a corpo libero che agli attrezzi, e di come e quando utilizzarli per verificare lo stato di forma.
Per il momento provate questi, di sicuro non vi annoierete.

Mario Civalleri RKC
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Fight Or Die


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