F.I.K.D.A.
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Kettlebell Training
The Hard Style - 1
Ho deciso di scrivere una serie specifica di articoli sul kettlebell training da pubblicare esclusivamente sul mio sito.

A parte il fatto che, volere o volare, la mia maniera di scrivere è sempre la stessa, in questa serie mi piacerebbe affrontare argomenti che raramente mi permetterei di affrontare in altro luogo, per il semplice motivo che qui, tutto sommato, è casa mia, e quindi mi adoperero’ per dire esattamente quello che penso, anche a costo di apparire politicamente scorretto ed affatto diplomatico.

Hard Style
È da un po’ di tempo che ci tenevo a fare una precisazione a riguardo del kettlebell training: non è per tutti.  Con  questo non intendo dire che sia una pratica pericolosa o che a lungo termine possa procurare chissa quale danno…no. Intendo semplicemente dire che, se per te fitness, o allenamento, significa spararti 20-30’ di tapis roulant, utilizzare “pesetti” per dare un pochino di tono muscolare qui e là…fammi un favore: i kettlebells non li guardare nemmeno, grazie.

Fare kettlebell training significa avere il coraggio, l’incoscienza, la deliberata insanità mentale, di accettare come proprio credo di allenamento ciò che è contemplato dall’applicazione delle tre “S”: Sangue, Sudore, Sofferenza. Mi piace pensare che chiunque si avvicini a questo sport, abbia ben chiaro il concetto che dovrà sputare sangue, e quindi essere pronto ad accettare di eseguire e ripetere alla noia determinati basilari esercizi, almeno fino a quando non li avrà capiti ed eseguiti alla perfezione. Dovrà essere pronto a versare litri di sudore, perché il kettlebell training è duro, efficace ma duro, e richiede quella costanza e quella abnegazione che nessuna altra disciplina di allenamento va più chiedendo ai propri praticanti. E sarà capace di accettare una determinata sofferenza fisica, perché solo attraverso questa riuscirà a capire e comprendere la favolosa qualità di lavoro fisico eseguito, e a come potersi superare negli allenamenti seguenti.
I risultati? Se sei determinato, e pronto ad accettare le tre “S”, arrivano in un batter d’occhio: prontezza di riflessi, prestanza fisica, piacevole sensazione di “forza dinamica”, sono i primi stupendi sintomi di acquisizione di uno stato fisico superiore…Girovita? Cellulite? Tonicità muscolare? ..Beh, che tu ci creda o no, ci sono miei allievi che vedono il proprio corpo trasformarsi nel giro di 4 (quattro!) sedute.
Durante delle lezioni di gruppo, tenute due volte a settimana, improntate su dimagrimento e condizionamento fisico ad impatto medio, sono state registrate percentuali di grasso corporeo che diminuivano del 1% a settimana! Suona pazzesco? No ..se sono io ad allenarti…e pensa se applico l’alto impatto…

È per questo che per clienti o allievi, voglio solo gente determinata. Il tempo è poco e paurosamente prezioso, e non ne posso perdere con chi, indipendentemente dalle mie tariffe, non è disposto a pagare il vero prezzo della forma fisica.

Swing, Swing, Swing….
Nelle mie sedute  tendo a mantenere a due, massimo tre il numero degli esercizi che faccio eseguire, questo perché mi permette di far focalizzare al massimo l’attenzione degli allievi. Più esercizi equivale a meno attenzione, e siccome si gioca con palle di ghisa abbastanza pesanti, molto spesso mi ritrovo a far eseguire per tutta la lezione anche un solo esercizio in più varianti.
Uno dei miei metodi di condizionamento preferiti è il lavoro a tempo, utilizzando solo un esercizio con i kettlebells, e magari uno o due esercizi a corpo libero. A questo scopo, quello che meglio si presta è proprio lo swing, l’esercizio base di tutta questa pratica. Lo swing può essere eseguito :

  • Con un solo kettlebell a due mani
  • Con un kettlebell tenuto con una sola mano
  • Con un solo kettlebell cambiando “in volo” dalla presa di una mano all’altra (quando il kettlebell è all’altezza degli occhi)
  • Con una sola mano tenendo due kettlebells

Ovviamente esistono altre varianti, ma, proprio come l’ultima descritta, le riservo a chi è veramente preparato.
Essendo un sostenitore del lavoro a tempo, mi piace combinare lo swing, nelle sue varianti, con le semplici flessioni braccia a terra, con il risultato di comporre un allenamento tipo:

  • Swing con un solo kettlebell a due mani per 2 min.
  • Flessioni braccia 1 min.
  • Recupero 1 min.
  • Swing con un kettlebell tenuto con una sola mano: destra 1 min., sinistra 1 min.
  • Flessioni braccia 1 min.
  • Recupero 1 min.
  • Swing con un solo kettlebell cambiando “in volo” dalla presa di una mano all’altra (quando il kettlebell è all’altezza degli occhi) 2 min.
  • Flessioni braccia 1 min.
  • Recupero 3 min.
  • Swing con una sola mano tenendo due kettlebells : 3 ripetizioni per braccio e cambio rapido di presa sino a completare 2 min.

Totale : 15 minuti.
Si recupera ancora 4-5 minuti, quindi, se il soggetto è preparato, si ripete la sequenza.
Con questo schema sono riuscito a far perdere in 40 giorni circa 17kg ( da 135, a 118kg su un’altezza di 192cm)ad un judoka in preparazione per delle competizioni, che non aveva altro tempo disponibile per qualsiasi forma di aerobica, ed al quale non ho minimamente modificato la dieta. I kettlebell utilizzati erano sia quelli da 16, sia quelli da 24kg, a seconda della capacità di adattamento e recupero.

È un approccio Hard Style. Ma funziona.

Mario Civalleri
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy


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