| Kombat Conditioning (decima parte) | |||||||||||||||||
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È da un po’ che non scrivevo qualcosa di specifico per il kombat konditioning, un po’ perché i problemi familiari sembrano lontano dal volersi risolvere, e un po’ perché ultimamente sono stato occupato ad allenare ed addestrare un bel po’ di atleti. Il kettlebell training, nonostante l’ostico atteggiamento di tanti preparatori poco-atletici e personal-proprio-per-niente-trainers , continua riscuotere sempre maggior successo (anzi…c’è già chi si sta inventando di sana pianta il kettlebell training senza sapere neanche come si tiene in mano un kettlebell…ma in questo settore, si sa, c’è chi pensava di guardare i film di Bruce Lee e capire già tutto di Kung-Fu….), soprattutto per il fatto che chi combatte, di tempo da perdere non ne ha, e questa è la disciplina che riunisce in una sola sessione allenamento isotonico, cardiovascolare, potente-resistente e coordinativo. Ora, teniamo ben presente che il pubblico Kombat, quando si trova di fronte ad un nuovo metodo o disciplina, reagisce solo in due modi: in maniera positiva, o con un’atteggiamento di totale contrasto. Questo è dato dal fatto che, spesso, chi combatte, si affida al proprio istinto, non alla ragione. E l’istinto…raramente sbaglia… Di fatto, il kettlebell training funziona, dà risultati sempre chiari e tangibili, e soprattutto perchè in questo metodo, di teoria, ce n'è ben poca: è la pratica che conta. KETTLEBELL TRAINING HYPERPOWER Da tempo, mi sono reso conto che l’allenamento con i kettlebells consente movimenti di natura estremamente più completa rispetto a tutti gli altri attrezzi. In pratica, quello che mai mi sarei sognato di fare con cavi o manubri, con i kettlebells diventa possibile e persino divertente. In passato, avevo sempre pensato che, per stimolare al massimo la forza reattiva-esplosiva, avrei dovuto affidarmi a tecniche estremamente pericolose, quali, per esempio lanciare e riprendere al volo il bilancere, cosa che ai tempi avevo visto fare a Maenza (olimpionico di lotta greco-romana, Oro a Los Angeles 1984). Con i kettlebell, invece, questo tipo di esercizi, diventa possibile, sia grazie al fatto che la massa è spostata rispetto alla presa, sia perché i kettlebell sono fusioni uniche e calibrate, e quindi non c’è rischio che “ciottolamenti” vari di dischi montabili possano interferire nella traiettoria dell’esercizio. L’esecuzione dell’HYPERPOWER SNATCH è quanto di meglio ci sia per capire questa tecnica di kettlebell training: nell’esecuzione normale dello snatch, il kettlebell viene portato da in mezzo alle gambe, direttamente sopra la testa a braccio teso, in un movimento di “strappo” classico, senza alcuna interruzione. Quindi, da sopra la testa, abbassando il braccio tenuto esteso davanti a sé, si dirige il kettlebell nuovamente in mezzo alle gambe, se ne assorbe la traiettoria, e la si dirige nuovamente in un nuovo strappo sopra la testa.
Nell’HYPERPOWER SNATCH, una volta portato il kettlebell sopra la testa, si deve abbassarlo con la massima forza verso il basso: in questo modo, l’inerzia acquisita dall’attrezzo, ci costringe a reagire producendo una forza superiore al semplice carico da sollevare, e sarebbe come dire che, abbassando un kettlebell da 16kg, dovremmo produrre uno sforzo pari ad almeno 6 o 7 volte tanto per riuscire a sollevarlo nuovamente, e mantenere soprattutto una presa saldissima sulla maniglia. È ovvio che un’esercizio come questo deve essere eseguito per non più di 2-3 ripetizioni di seguito, e mai per oltre i 4-5 set, poiché richiede un’altissima soglia di concentrazione, ma è altrettanto vero che niente come questo tipo di esercizio può tradursi in forza funzionale da poter applicare nell’esecuzione di proiezioni dell’avversario sia in avanti che all’indietro. E allora? Forza, sotto ad allenarsi, che a Natale si diventa tutti grassi!!
Buone Feste a tutti e….Alla prossima! Nel frattempo, per qualsiasi necessità, potete contattarmi al 3338266757 Mario Civalleri RKC |
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