| Kettlebell Training | ||
| The Hard Style - 3 | ||
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C’è una cosa che spesso la gente non capisce, soprattutto quando mi vede in palestra, ed è che per me l’allenamento è una cosa seria.
Intendiamoci, anche a me piace scambiare una battuta tra una serie e l’altra, oppure guardarmi in giro alla fine di un esercizio, ma la sostanziale differenza che c’è tra me e..tanti altri..sono gli obbiettivi. Quando alleno me stesso, è facile stabilirmi degli obbiettivi da raggiungere: guardo il calendario di gare di ghirisport, e, in base alle competizioni che voglio affrontare,ci do dentro tutto me stesso. Ma, quando alleno qualcuno, il discorso cambia: quello che mi interessa, aldilà di qualsiasi cosa, è fargli raggiungere dei risultati tangibili in termini di forma fisica e forza funzionale. È tutt’altro che facile, ma ho capito, con l’andare del tempo, che se si riesce a mantenere alta la soglia di attenzione, anche l’allenamento più duro, diviene possibile. Uno degli ingredienti più importanti, per questo tipo di utilizzo, è la varietà, e non c’è di meglio di un buon circuito completo di esercizi balistici e “grind “ per ottenere risultati senza annoiare nessuno. Sin dai miei primi allenamenti con i kettlebells, avevo individuato quello che avevo definito il “Circuito Classico”, e che utilizzavo regolarmente per capire a che livello di forma mi trovavo.
Posso assicurare che, anche con un kettlebell da 16kg, quando completi questo circuito con almeno 10 ripetizioni per parte, il fiatone è garantito. E la cosa migliore è proprio dovuta al fatto che essendo adeguatamente alternati gli stimoli, questo allenamento stanca fisicamente, ma non mentalmente, perché si rimane concentrati, senza drenare l’energia. Difatti, alternando per esempio il numero di ripetizioni di circuito in circuito, nell’ambito della stessa sessione, è possibile totalizzare parecchi minuti di lavoro, quasi senza bisogno di lunghe pause di recupero. A me piace, soprattutto con i principianti, utilizzare l’approccio “100%+50% etc…” e consiste, per esempio, nell’utilizzare 10 ripetizioni per esercizio nel primo circuito, e solo 5 nel secondo, per poi ricominciare con 10 nel terzo e così via. Questo permette di avere una sorta di “moto continuo”, variando l’intensità, e permettendo di contenere la fatica. È ovvio che tutto questo richiede un’adeguata preparazione, e che non mi permetto di ammazzare così il primo disgraziato che mi capita sotto le mani…anche perché a me, le mie vittime, piace ucciderle lentamente….pardon, intendevo dire che mi piace allenare a lungo i miei clienti….scherzi a parte: l’allenamento è una cosa seria, e deve essere affrontato con il preciso scopo di far raggiungere, a chi si affida a me, un stato superiore di capacità, forza e resistenza. Non ha senso, far fare a qualcuno, ciò che è già capace di fare. Molto meglio, piuttosto, metterlo nelle condizioni di fare fatica con esercizi o combinazioni a cui non è assolutamente abituato, “cortocircuitare” il suo sistema di adattamento, e dargli modo, di sessione in sessione, di acquisire “capacità superiori”.
È un approccio Hard Style. Ma funziona. Mario Civalleri |
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