F.I.K.D.A.
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Kettlebells Revolution Training (settima parte)
Da qualche mese ho il piacere di effettuare, oltre a lezioni private, anche lezioni di gruppo di kettlebell training, e vi assicuro che la cosa non è facile. Mettere insieme casalinghe, impiegati, maratoneti e giocatori di hockey, richiede una precisa attenzione nella scelta degli esercizi e nello studio della sequenza, senza poi dimenticare i tempi di esecuzione da saper adattare all’uopo. Eppure, la cosa più stupefacente, è che tutti stanno continuando. Nessuna defezione, nessun cedimento. Sono tutti finalmente convinti di aver trovato la disciplina in grado di sviluppare la loro coordinazione, il loro equilibrio, di fargli mantenere il peso forma o di farglielo acquisire in tempi giusti. Ma soprattutto, tutti indistintamente, hanno sconfitto la vergogna della debolezza.
Hanno capito che tramite sudore, sofferenza e sana disciplina, possono finalmente avere il pieno controllo della loro dimensione fisica.

Inoltre, nelle lezioni di gruppo, la soglia di apprendimento è sorprendentemente alta. Tutti vogliono capire tutto. Forse perché sono coscienti del fatto che per la prima volta in vita loro non stanno praticando un’attività dolce ed adattabile a modeste esigenze. Tutt’altro: devono essere loro ad adattarsi ad un’allenamento che non ammette errori: quando il kettlebell raggiunge il completamento dello snatch (strappo) non puoi permetterti distrazioni di alcun tipo, perché potresti farti male.

Per me, sono sincero, è uno stimolo enorme riuscire a catturare e soddisfare la loro attenzione, ed è per questo che ad ogni lezione faccio in modo di ripagarli con esercizi particolari, o, come in questo specifico caso, con combos (combinazioni) sempre più difficili.

Se ci pensiamo bene sia i clean&press che i turkish get-up che ho mostrato in passato sono già dei micro combos, poiché richiedono uno sviluppo dell’esecuzione su due o più movimenti.

Ma lo scopo dei combos non è di lavorare su segmenti semplici….

KETTLEBELL’S COMBO TRAINING
Mettiamola in questi termini: per raggiungere il massimo stimolo neuro muscolare allenante, sollecitare stabilità, coordinazione, e poter quindi raggiungere capacità motorie superiori, è necessario uscire dagli schemi classici, e fondere quante più sollecitazioni possibili in un’unica performance.
Lo scopo dei combos è appunto questo, ed è ottenibile solo combinando esercizi sia similari che antagonisti in una sola sequenza senza punto di arresto. Mi rendo conto che per qualsiasi purista del bodybuilding, questo sia alquanto difficile da accettare, ma dobbiamo tenere presente che il semplice allenamento settoriale ha ormai segnato ampiamente i propri limiti, e che solo tramite questo bizzarro, ma estremamente efficace ritorno alle origini, riusciamo finalmente a recuperare quelle qualità fisiche che anni di multypower e leg press hanno voluto drammaticamente atrofizzare.
Inoltre, a livello personale, trovo il combo training eccezionale per uscire dalla monotonia degli schemi e delle ripetizioni a cui siamo “pesisticamente” abituati da tempo. E ci vuole parecchio fiato per completare una sola ripetizione…

COMBO NO.1
In questa combo ho voluto inserire clean, press, overhead-squat e windmill.
La scelta si basa soprattutto sulla effettiva possibilità di sequenza di questi esercizi, e sulla necessaria stabilità e coordinazione che essi stimolano.
Cominciamo: nella fase di clean, inspiriamo e portiamo con un’esplosiva estensione delle gambe il kettlebell in posizione di rack, trattenendo il corpo del kettlebell nell’incavo tra avambraccio e bicipite. E quindi espiriamo. Inspiriamo nuovamente, e, a gambe rigide, busto fermo, ed addominali contratti, distendiamo con la sola forza del braccio e della spalla il kettlebell sopra la testa, AVENDO CURA DI TENERE LA SPALLA PIU’ BASSA POSSIBILE!!!!!!
A braccio esteso, inspiriamo, e cominciamo, con preciso controllo, un’accosciata completa, nella quale abbiamo cura di mantenere il kettlebell perfettamente verticale al nostro baricentro. Raggiunta l’accosciata completa, espiriamo ed estendiamo con forza le gambe siano a ritornare in posizione eretta. Inspiriamo nuovamente, e posizionando i piedi parallelamente nella direzione opposta alla parte con il kettlebell, cominciamo lentamente a discendere in windmill, sino a toccare il pavimento con le dita della mano opposta. Raggiunto il punto più basso possibile, cominciamo a risalire espirando. A questo punto riabbassiamo il kettlebell in rack e poi a terra, per continuare con la seconda ripetizione…..su questo tipo di allenamento ovviamente consiglio da una a tre ripetizioni per lato, per il massimo numero di serie possibile.

[per le foto di questo articolo clicca qui]

ALCUNE ULTERIORI CONSIDERAZIONI
Per quanto mi concerne, nel mio passato di bodybuilder, ho amato pazzescamente le tecniche di high-intensity, e qualche volta le ho inserite anche nelle mie seguenti preparazioni di powerlifting.
Ma ho anche imparato che queste funzionano solo in condizioni ottimali di recupero, e su esercizi estremamente settoriali. Da quando pratico kettlebell training, mi sono riavvicinato ad uno schema di lavoro con ripetizioni medio basse e alti numeri di serie, e devo dire che, proprio per le mie 41 primavere, questo sembra essere il sistema più efficace, forse perché permette di individuare con precisione il mio limite, e mi dà modo di lavorarci intorno adeguatamente. Non penso di avere inventato l’acqua calda, ma è giusto riconoscere che la semplicità di uno schema è spesso la migliore soluzione.

Mario Civalleri
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Olympian's News


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