F.I.K.D.A.
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Kettlebells Revolution Training (ottava parte)
Ho letto da qualche parte, nell’ultimo numero di ON, un autore che stabiliva con serietà che : “…le capacità di allenamento non sono illimitate…”.  Allora ho cominciato a pensare a gente come Jigoro Kano, fondatore del Judo, Morisei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, e Gichin Funakoshi, padre del Karate Shotokan. Tutti arzilli vecchietti capaci ad oltre 70 primavere di malmenare ancora baldi e nerboruti giovanotti. Ma forse loro, che le capacità di allenamento sono limitate, non lo hanno mai saputo…beh..meglio così. Sennò, grazie proprio a questi graziosi “paletti mentali” che continuiamo a metterci da soli….oggi non avremmo le arti marziali. Anzi, forse non saremmo nemmeno andati sulla luna.
Eh, sì, perché la distanza tra allenamento ed addestramento è abbastanza breve, ma c’è di mezzo un baratro: chi vuole solo vincere qualcosa, si allena, ma chi vuole vincere tutti i giorni…si addestra.

Chi si addestra deve fare tutti i giorni i conti con il tempo. Non basta mai. Ed allora ecco che si cerca il sistema migliore: in grado di sviluppare forza, resistenza, potenza, ed addirittura potenza resistente. Non è un caso che attualmente il kettlebell training sia praticato da tutti i corpi speciali militari americani. Non è un caso: è un preciso calcolo.

Anch’io non ho mai tempo, e nemmeno i miei allievi o clienti. Siamo tutti sempre alla ricerca di poter ottenere il massimo nel tempo più breve possibile. E questo richiede un’ulteriore senso della disciplina , ma forse è per questo il meglio…. noi lo otteniamo.

KETTLEBELL’S COMBO TRAINING
C’è una cosa che la volta scorsa non ho detto sul Combo: per eseguire le serie di kettlebell training normale devi avere sicuramente coraggio e temperamento, ma per eseguire serie su serie di combos…devi avere testicoli in metallo pesante, inossidabile ed extraduro.

È per questo che ogni volta me ne invento una nuova, per stabilire un’altra piccola sfida alla resistenza, alla forza di volontà.

COMBO NO.2
Per comporre questo combo mi sono ispirato più che altro a quelle che sono le capacità motorie primordiali: correre(o scappare), lanciare, colpire, tirare, alzarsi e riabbassarsi. Capacità che abbiamo per lungo tempo sopito, e che dobbiamo assolutamente risvegliare.

Stavolta partiamo dalla posizione di flessione braccia in equilibrio sui kettlebells, inspiriamo ed eseguiamo la flessione espirandoavendo cura di non divaricare i kettlebell, quindi, mantenendo l’equilibrio eseguiamo un “rematore del rinnegato”, inspiriamo tirando cautamente il kettlebell verso il fianco, distendiamo espirando nuovamente il braccio, eseguiamo un’altra flessione braccia, e nuovamente il rematore dalla parte opposta. A questo punto, con un balzo, portiamo i piedi all’esterno dei kettlebell, inspiriamo ed in slancio (o girata) li portiamo al petto, quindi espiriamo, inspiriamo nuovamente, e distendiamo prima un braccio espirando, lo abbassiamo inspirando e poi facciamo lo stesso con l’altro. Riportiamo i kettlebell a terra in e cominciamo la seconda ripetizione….

Si potrà notare che ho esagerato la descrizione del sistema di respirazione, ma questo è voluto, perché anche la respirazione è un’esercizio fisico, e se ben eseguita porta un’estremo giovamento a chi la esegue. Non dimentichiamoci mai che la prima cosa che Sandow insegnava era appunto la corretta respirazione.

[per le foto di questo articolo clicca qui]

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL “LADDER”
C’è un protocollo di allenamento che da tempo applico nel kettlebell training, e che penso abbia tante e varie applicazioni sia nel campo della pesisitica, che nel combat, che in qualunque altra forma di addestramento fisico. Si chiama Ladder, e consiste, per fare l’esempio di un’atleta che riesce ad eseguire solo 7-8 trazioni alla sbarra, nel fargliene eseguire prima una, e farlo riposare una determinata unità di tempo, poi fargliene eseguire due, seguite da due unità di recuper, poi tre trazioni, e tre unità, tentare le quattro, e poi ricominciare da una , poi due, poi tre e così via sino ad aver totalizzato il massimo numero di ripetizioni possibile ( per esempio 30-40 in totale).
Nel caso dei combo, può essere utilizzato per macinare ripetizioni su ripetizioni, ed ha un’effetto piacevolmente devastante.
È sicuramente un protocollo da utilizzare solo con submassimali, ma a chi l’ho fatto utilizzare nel powerlifting ho spesso visto in faccia la gioia di poter abbattere i propri record personali almeno ogni tre mesi.
Secondo me, è da provare….

Mario Civalleri
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Olympian's News


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