F.I.K.D.A.
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Kettlebells Revolution Training (nona parte)
Lo ammetto: da quando mi alleno con i kettlebells, non riesco quasi più a toccare né bilanceri, né tanto meno manubri….è più forte di me: se c’è un esercizio che di solito faccio bene con un manubrio, con il kettlebell mi viene meglio. Sto esagerando? Non credo, proprio non credo. Il fatto è che, lavorare con la presa su di un’asse completamente spostato rispetto al carico gravitazionale, ha degli effetti in termini di stimolo neurale e muscolare completamente diversi.

È ovvio che stavolta parliamo di allenamento settoriale, e sebbene sia noto che questo argomento non mi interessa più di tanto, ritengo sia doveroso affrontarlo. Negli ultimi tempi, su alcune importanti testate di bodybuilding americane, sono comparsi vari commenti sull’uso dei kettlebells : sia commenti eccezionali, unici ed estremamente positivi, come quello rilasciato da Joe Weider in persona, sia strafalcioni vergognosi tipo quello di Robert Kennedy, redattore di una rivista oggi in declino come non mai...Il mio personale intento è soprattutto per chiarire, a tutti coloro che usano i pesi esclusivamente per aumentare la massa muscolare, che il kettlebell è un utilissimo strumento. Molto più di quello che può sembrare.

KETTLEBELLS E BODYBUILDING
Ebbene, sì: allenarsi con i kettlebells non significa necessariamente puntare solo su movimenti complessi e sull’acquisizione di forza nelle sue varie definizioni. Può anche significare acquisire muscolarità particolarmente tonica ed efficiente.
Nell’allenamento settoriale, tipico del Bodybuilding, ciò che manca è la capacità di stimolare la crescita muscolare attraverso delle effettive variazioni di incidenza del carico sull’angolo di movimento. E questo perché sia i bilanceri che i manubri sono costruiti appunto per fornire delle resistenze calibrate da poter fare muovere su assi precisi. Peggio ancora per quanto riguarda l’allenamento con le macchine, dove troppo spesso l’angolo di movimento è imposto dalla macchina stessa, e a cui noi siamo costretti ad adattarci.

Il kettlebell ha il proprio effettivo carico spostato rispetto all’impugnatura, quindi questo lo rende molto più difficoltoso in qualsiasi normale esercizio culturistico. Il carico si sposta, seguendo sempre e comunque la forza gravitazionale, ed è per questo che, secondo me, gli stimoli che se ne ottengo sono sicuramente più profondi. Al fine di chiarire molto bene ciò che intendo, ho voluto riportare in questo articolo  tre tipologie di semplici esercizi tipici della pratica culturistica: curl  per i bicipiti, le estensioni in alto per i tricipiti, ed il rematore ad un braccio per i dorsali.

CURL
Già nell’esecuzione del curl a due braccia a presa parallela con un solo kettlebell, notiamo che il carico rimane sbilanciato in avanti rispetto alla linea dell’avambraccio, questo garantisce un coinvolgimento muscolare sino all’ultimo grado di flessione, cosa invece impossibile con qualsiasi manubrio. Nei curl ad un braccio con kettlebell, questo principio viene ulteriormente enfatizzato, con l’opportunità di eseguire a fine movimento un’effettiva contrazione statica secondo i principi della Iso-Tension di weideriana memoria. Un’ enfasi totalmente diversa ed estremamente coinvolgente, la possiamo ottenere con il curl in supinazione, dove l’accorciamento del bicipite viene stimolato dalla rotazione dell’avambraccio, e dove un kettlebell preso a martello rovesciato anche di soli 8kg si fa sentire egregiamente.

ESTENSIONE IN ALTO PER I TRICIPITI
Anche in questo caso, essendo il carico del kettlebell spostato rispetto alla presa, il movimento è decisamente molto più coinvolgente che con qualsiasi manubrio, difatti l’effetto di stretching nella flessione del braccio è notevole. Ma l’effetto di maggiore di tutto il distretto muscolare, lo possiamo ottenere con la presa a martello: in questo caso la leva dell’avambraccio risulta addirittura allungata, con un coinvolgimento muscolare oltre ogni aspettativa. Inoltre, utilizzando il kettlebell, non ho sperimentato nessuno dei dolori articolari che invece mi accompagnavano sempre nell’esecuzione di questo esercizio con i manubri.

REMATORE AD UN BRACCIO
Effettuare questo movimento con il kettlebell in impugnatura normale crea già di per sé un effetto di marcato allungamento nell’estensione, e soprattutto nella contrazione che notiamo che, essendo il carico spostato in avanti, questa può avvenire con una maggiore intensità, e con un maggiore raggio d’azione del gomito. Nella presa a martello, l’enfasi è nella parte alta del dorsale, con particolare coinvolgimento delle inserzioni del trapezio e della porzione posteriore del deltoide. La presa a martello rovesciato, invece, produce un’ effetto sulla parte esterna del dorsale addirittura…piacevolmente devastante.

[per le foto di questo articolo clicca qui]

Non ritengo di aver inventato nulla di particolare, stavolta, ma di aver perlomeno chiarito che un attrezzo come questo ha ben più delle applicazioni che fino ad oggi ho descritto. E non pensate nemmeno che queste applicazioni culturistiche siano valide solo per la parte superiore…eh no! Sull’allenamento delle gambe..ce n’è un sacco di cose da vedere!

Facciamo così: io mi impegno a descrivervi nei prossimi articoli altri esercizi culturistici ….e voi vi impegnate a provarli…ok?

Mario Civalleri
Vice-Presidente WDFPF-ITALIA - 1st RKC in Italy

Ripubblicato per gentile concessione di Olympian's News


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