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Eddy Porcu : Il kettlebell, il ciclismo e le arti marziali
Inviato da admin il 03/08/2009 18:18:17 (4025 letture) News dello stesso autore

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Inizio questa relazione col presentarmi, il mio nome è Eddy Porcu sono nato a Carbonia (ci) nel 1969, anno in cui imperversava per le strade di tutto il mondo, il nome del più vittorioso ciclista di tutti i tempi un tale Eddy Mercxs.

Il ciclismo è stata la mia prima passione sportiva, la ho praticata sin dalla più tenera età, i miei risultati sono stati sempre ottimi in tutte le categorie, vincendo vari titoli regionali e collezionando buoni piazzamenti anche in gare internazionali nella categoria dilettanti come il gran premio della liberazione gara che viene definita (il campionato mondiale di primavera).La mia buona predisposizione fisica e le grandi doti di resistenza alla fatica e di sofferenza per merito un” vo2 max che gravitava intorno al 70%”, mi consentiva di affrontare duri allenamenti ai quali può sottoporsi solo l’ incoscienza di un bambino. È risaputo che ciò che si acquisisce da piccoli non va più via . Il ciclismo in molte sue fasi non è fatica ma è sofferenza.

I lettori potrebbero porsi la domanda “si ma cosa c’entra tutto questo con il kettlebell? “, invece era una doverosa premessa per poter introdurre proprio l’argomento .



Come affrontare delle salite impervie o gare a cronometro senza una adeguata preparazione fisica?

La risposta non è cosi scontata, infatti i profani direbbero “ basta prendere la bicicletta e pedalare”,ma la cosa non è cosi semplice come appare, infatti per far si che un ciclista abbia qualità nella sua azione ha bisogno non solo di fare allenamenti specifici sul mezzo ma a monte ci deve essere una adeguata preparazione svolta in palestra con l’ausilio dei pesi.

Il ciclista affronta una preparazione con i pesi di circa 8 settimane la cosiddetta preparazione invernale in questo periodo lavora sia per migliorare la forza resistente che la forza veloce, utilizzando dei carichi con percentuali diverse rispetto al massimale a seconda del lavoro.Chiaramente si lavora tutto il corpo ma in particolare le gambe e la bassa schiena cioè la parte lombare.

Ciclisti Russi forti e resistenti, solo ora capisco.

Io da piccolo li in palestra a stressarmi: balzi, squat ,distensione su panca, iperexstension, stacchi da terra, a saperlo prima dell’esistenza del kettlebell mi sarei risparmiato gli stress per cercare intensità di allenamenti tali da riprodurre la fatica del ciclista, inoltre mi sarei preservato le articolazioni della spalla delle ginocchia e in particolar modo la spina dorsale.

Col senno di poi capisco perché i ciclisti russi fossero cosi ben preparati fisicamente dei veri atleti, differenti da tutti ; spalle larghe e gambe da paura e inoltre una forza resistente fuori dal nomale, la spiegazione è semplice i russi difficilmente si separano dalla loro Gyria.

Ultimamente lo stesso Lance Armstrong in concomitanza col suo rientro alle corse ha deciso di affrontare un periodo di preparazione fisica con i kettlebell.

La mia esperienza con l’uso di queste palle di ghisa è entusiasmante, in quanto essendo un patito del duro allenamento, riesco a riprodurre quella stanchezza fisica tipica degli sport di resistenza muscolare quali il ciclismo.

Tutti gli esercizi di kettlebell che ho potuto testare vanno ad interessare tutto il corpo, ma è importante dire che senza il giusto utilizzo delle gambe non si và da nessuna parte. Nelle esecuzioni di gran parte degli esercizi, le gambe sono sempre in flessione, ricorda un po’”il gesto del pedalare” .

Nel cimentarmi con questi esercizi in particolar modo con swing, snatch, clean & press sono riuscito a migliorare sia la mia condizione generale sia aerobica, sia di resistenza muscolare ma in termini di potenza vera e propria . La cosa più entusiasmante è che pur non potendo essere assiduo nelle uscite d’allenamento in bici, da quando mi alleno con questa” ghisa pesante” ho la sensazione come se potessi con pochi altri giorni d’allenamento essere competitivo per le gare ciclistiche, in gergo si dice”ho gamba, oppure non sento la catena”; vi assicuro che non è una esagerazione.

Vorrei spendere alcune considerazioni nei riguardi di questa filosofia d’allenamento e in particolar modo dell’importanza che ha la tecnica di esecuzione .

Questa è una attività che prende le tecniche delle arti marziali e in particolar modo del karate e le utilizza in tutti gli esercizi dinamici “ a catena cinetica” ma anche semplici press che riproducono l’esecuzione di un pugno. Debbo dire che siccome pratico anche il karate (sono cintura nera secondo dan) dello stile Goju ryu ho trovato tantissime analogie. Infatti lo stile Goju predica la morbidezza e la fluidità nel portare le tecniche,ed anche il kettlebell attua questo, basti pensare all’esecuzione del clean è come se fosse una parata bassa “gambe flesse per la stabilità , movimento pulito rapido e fluido” questi non sono altro che i dettami delle arti marziali.

Ricordo il primo giorno in cui mi ritrovai la palla di ghisa in mano, ne fui spaventato per la pesantezza , pensai che non sarei riuscito a sollevarla, ed invece come per incanto, ecco, serve la tecnica; e allora si che si ragiona. Da quel momento il mio moto è diventato trovare il metodo più semplice è fluido per poter eseguire gli esercizi, insomma non servono i grandi muscoli per sollevare le palle di ghisa ma serve conoscere il proprio corpo e usarlo sinergicamente.

Solitamente quando mi accorgo di faticare troppo nell’esecuzione di certi esercizi, sono certo che ho sbagliato la tecnica; allora mi soffermo a pensare e cerco il così detto” bandolo della matassa” cioè la soluzione, che puntualmente arriva.

Spero che questo mio scritto, non venga visto come l’auto celebrazione di me stesso e dei mie titoli sportivi ; bensì come un lavoro fatto da una persona che mette passione nello sport e quindi cerca di comprenderne le varie sfaccettature anche interiori. Anche se queste poche righe non danno in toto le giusta immagine e il giusto peso di quello che ritengo sia e si possa dire di questa disciplina (il kettlebell), sono sicuro della bontà di questa attività e sperò questo messaggio passi a più persone possibili, perché in tal caso non si avranno solo bei fisici ma veri e propri atleti.



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Autore Albero
himoro1778
Inviato: 15/5/2012 2:53  Aggiornato: 15/5/2012 2:53
Matricola
Iscritto: 7/5/2012
Da:
Inviati: 12
 Rif.: Il kettlebell, il ciclismo e le arti marziali

Autore Albero
virenta
Inviato: 24/6/2012 23:51  Aggiornato: 24/6/2012 23:51
Maestro
Iscritto: 16/12/2011
Da:
Inviati: 80
 Rif.: Il kettlebell, il ciclismo e le arti marziali



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