Il pilota: chi è e come vive. Tempi, ritmi, possibilità
La figura del pilota è una figura atipica. E' una via di mezzo fra un atleta ed un artista. Gli viene richiesto infatti il livello di performance del primo, e la mobilità/disponibilità del secondo.
Da primavera ad autunno inoltrato deve correre e girare spesso da un circuito all'altro, senza riuscire a tornare a casa per riprendere i ritmi normali.
Dorme in hotel, se possibile, o in un Motorhome, più probabile. L'ambiente che lo circonda è il paddock di un circuito il cui livello di servizi è quello di un campeggio.
Non esiste palestra; l'unica possibile è fare del ciclismo o della corsa.
D'inverno inizia ad eseguire i test dopo un brevissimo periodo di riposo.
Durante le pause vere del suo campionato, paradossalmente non può fare pause. Deve presenziare ad eventi legati a sponsorizzazioni, beneficienza, marketing etc. In questi eventi deve, nemmeno a dirlo, performare viaggiando. Quindi per lui non c'è quasi pausa.
E poi non esiste che un pilota corra tanto per correre. Campionato mondiale, evento di un Motorshow o gara di go kart per beneficienza è uguale. Il pilota è un agonista e vuole vincere sempre. Quindi ci mette il 100%.
E quindi con lo stress, la stanchezza e la mancanza di recupero i alza la probabilità di infortunio.
Di seguito un identikit sintetico del pilota.
- Identikit dell’atleta pilota e della stagione agonistica
- Intensità e durata della stagione agonistica (lunghi periodi, poche pause)
- Spostamenti frequenti e sistemazioni disagiate (jet lag, sbalzi climatici, vita nel paddock etc)
- Elevato rischio infortuni con tempi di recupero ridotti
- Impossibilità di reperire attrezzature per allenamento per lunghi periodi
- Impossibilità di scegliere come e quando allenarsi
Identikit dell’allenament classico del pilota
La maggior parte dei piloti, anche se ad alto livello, si allena senza un supporto.
I più fortunati sono seguiti da un trainer per un breve ma intensissimo periodo di preparazione.
Pochissimi sono seguiti anche durante la stagione.
L'allenamento alternativo praticato prevede solitamente (in ordine di preferenza):
- Altro motociclismo (motocross, trial, supermotard per i velocisti, go-kart)
- Ciclocross/ciclismo Mountainbike.
- Running, triatholon in alcun casi.
- Nuoto
- Preparazione con i pesi (pre season)
- Simulazione di allenamento aerobico in tenuta completa da gara
Metodologia
A parte l'utilizzo di pesi leggeri per attività aerobica con i pesi solitamente l'allenamento effettuato è quello di tipo aerobico, possibilmente in ambiente critico (temperatura elevata, indumenti da gara, etc).
La conclusione: i piloti sono preparatissimi dal punto di vista aerobico, un po' meno per quanto riguarda la forza.
Si allenano come dei runner o dei ciclisti ma di fatto non lo sono. Cosa li salva?
L'età e l'esperienza.
Come si allenano quando l'ambiente non lo permette o gli spostamenti li portano in ambienti "ostili". Non si allenano
Sintesi : la tipologia fisica del pilota e le sue necessità
- Il pilota presenta generalmente un fisico longilineo e brevilineo
- Più muscolati generalmente i crossisti e i fuoristradisti.
Obiettivi dell’allenamento del pilota
- Acquisire/mantenere capacità cardiovascolare e resistenza per una performance intensa di circa 30-40 minuti
- Evitare l'accumulo eccessivo di massa muscolare e di peso che possano ridurre elasticità e la mobilità sulla moto.
- Potersi allenare in qualsiasi condizione di meteo, spazio, tempo disponibili.
Kettlebell training e piloti: binomio possibile
L’idea ormai tramutata in consuetudine che per certi atleti la fase di preparazione o di forza debba appartenere alla cosiddetta pre-season mentre quella aerobica debba essere portata avanti sempre, è purtroppo comune.
Per i piloti si consolida ancora di più in quanto, come affermato sopra , la consuetudine si sposa alle cause di forza maggiore. Come far utilizzare pesi e attrezzature a qualcuno che non può portarle con se?
Il kettlebell è una palla con la maniglia. C’è sempre posto per una palla con la maniglia, anche nel più piccolo dei vani bagagli.
Kettlebell training per i piloti: breve apprendimento per ragioni “genetiche”.
Per “questioni di lavoro” i piloti passano più tempo col ferro di molti altri atleti.
Per questioni di lavoro, il grip nella presa è fondamentale e quindi non manca…c’è poco da sviluppare.
Programmazione dell’allenamento con kettlebell
Fase 1 Preparazione e apprendimento tecnica
Apprendimento dei movimenti e degli esercizi del kb training più idonei alle esigenze di preparazione:
Warm up
Halo, Hot Potato, Around the body
Esercizi fondamentali
Swing + swing con cambio di mano
Snatch
Press
Clean
Squat
Overhead Press
Double bent swing
Esercizi statici
Deadlift 1-2 braccia, 1-2 gambe, varie combinazioni
Esercizi complementari
Rockup
Rows/renegade rows
Loaded situp
1 Pre season e forza come apprendimento e verifica delle potenzialità
Abbiamo appena detto che non è più necessario smettere di allenarsi con i pesi dopo la preseason ed infatti è così.
E’ però possibile avere una fase intensiva di allenamento col kettlebell per capire le potenzialità di un soggetto che, non efettua abitualmente lavoro pesante, ha appena approcciato al kettlebell e non ha la necessità di bruciare le tappe. La verifica sarà in termini di forza/resistenza e accelererà il proceso di familiarizzazione col kettlebell.
Ci sono poche settimane per acquisire lo skill e gli automatismi necessari per dare all’atleta le conoscenze per allenarsi da solo con il peso adeguato al tipo di lavoro e alle potenzialità.
Allenamento
Movimenti: press, deadlift 1-2 braccia, 1-2 gambe, overhead squat , snatch con stacco da terra, clean
1rep al minuto
Ladder
Super Ladder
Risultato: comprensione delle capacità di base dell’atleta e verifica di compatibilità con eventuali patologie/postumi che impediscano determinati tipi di sforzo/movimenti.
Aerobico
Allenamento di base per apprendimento di esercizi balistici
swing, snatch, double bent swing
modalità: time training
2 Fine preseason: heavyrobics verso il balistico puro
Con l’heavyrobics la forza cresce anche se l’impostazione dell’allenamento ricerca la capacità aerobica .
La tavola propriocettiva come strumento di simulazione efficace
Utile allenarsi con il kettlebell, più utile se si riesce ad utilizzarlo nel miglior ambiente di simulazione possibile.
Il motociclista effettua vari tipi di movimenti ma in linea di massima quelli durante i quali è sottoposto a maggiore tensione sono quelli laterali e quelli relativi alla staccata e all’accelerazione.
L'utilizzo dellla tavola propriocettiva bidimensionale simulerà gli spostamenti della moto e permetterà il kb training in condizioni di equilibrio precario.
A seconda che si voglia riprodurre l'elemento frenata/accelerazione o l'elemento "piega" si sceglierà l'inclinazione avanti/dietro o quella sinistra/destra.
Kettlebell training in equilibrio precario controllato: gli strumenti propriocettivi
Gli strumenti propriocettivi sono l’ideale per ricostruire una sensibilità profonda perduta con l'aiuto delle strutture recettoriali rimaste indenni e con l'utilizzo di altri sistemi come la vista.
Il pilota utilizza la vista, lo sguardo e la testa per completare e dar maggior precisione ai suoi movimenti sulla moto e fuori dalla moto.
La tavola di Freeman e Wyke ma anche la semisfera propriocettiva morbida (Bosu) o semplicemente le tavole molleggiate (Spring Energy) servono a ricostruire quello che il pilota ha perduto (magari a seguito di un infortunio) ma anche a fargli acquisire maggiori capacità neuromuscolari nell’ambiente senza interrompere la condizione di equilibrio precario.
Gli esercizi da eseguire sono gli stessi dei fondamentali con l’aggiunta degli strumenti propriocettivi attraverso un approccio graduale.
- Tavola molleggiata
- Semisfera morbida (Bosu) utilizzata dal lato concavo e da quello convesso
- Tavola propriocettiva (Freeman & Wyke)
- Spring Energy (tavola molleggiata)
Time training irregolare per il pilota
Fra le poche fortune del pilota c’è quella di sapere, in previsione di una gara, quanti tipi di movimento farà, per quante volte, per quanto tempo e grossomodo con quale intensità.
Un giro di pista è fatto da un numero preciso di frenate, accelerazioni, spostamenti a sinistra e a destra.
I long run di prova servono a capire con una precisione soddisfacente, in che modo cambierà lo sforzo a cui il pilota è sottoposto in proporzione ai cambiamenti imposti dal mezzo meccanico (deterioramento pneumatici, alleggerimento del serbatoio, etc).
Un pilota conosce quindi, circuito per circuito, tratto per tratto:
- Velocità iniziale-velocità finale (kmh)
- Spazio di frenata (m)
- Tempo di frenata (sec)
- Decelerazione massima (g)
- Carico leva max (kg)
- Numero e durata spostamenti dx e sn relativa durata.
Un giro di circuito, quindi, seppur non attraverso un allenamento di forza, è riproducibile attraverso un allenamento aerobico sotto l'effetto di tensioni
multidirezionali.
La resistenza ad una trazione o ad una spinta e la direzione in cui questa avviene, è molto ben "simulabile" attraverso i movimenti balistici del kb training. La durata è riproducibile attraverso il tempo impiegato per ciascun tipo di movimento, da ripetere per il numero di giri di ista.
In questo modo si potrà evitare al pilota un allenamento che non gli serve: ossia un allenamento basato su sollecitazioni regolari a intervalli regolari.
Massima adattabilità: correre la gara settimane prima e…senza moto
Un circuito tortuoso sarà più faticoso di un circuito veloce che però richiederà sforzi maggiori in accelerazione ed in frenata.
Il rettilineo, diverso per lunghezza da pista a pista, è un momento di riposo che varia a seconda del circuito e della velocità con cui viene percorso.
Proporzionalmente un rettilineo più lungo se permette di riposare di più, è anche un rettilineo che permette di acquisire maggior velocità, il che significa che la frenata al suo termine si tradurrà in una sollecitazione maggiore e più prolungata.
E quindi?
Ci si può applicare il kettlebell training e gli strumenti propriocettivi penando di correre nella tortuosa Brno o nella velocissima Monza.
Tante curve, frenate, pieghe quante ne ha ciascuna pista, e con lo stesso tipo di intensità.
Approccio ideale diventa approccio reale
Abbiamo detto che il tempo è poco, quindi è possibile immaginare che non ci sarà il tempo di preparare protocolli di allenamento esattamente coincidenti con quelli delle piste da affrontare.
Per questo sarà sufficiente presettare 2-3 circuiti tipo in modo da preparare il pilota in caso di circuiti veloci, tortuosi, o misti, con sforzi di varia durata.
Questo protocolli ”mediamente validi” potranno eventualmente essere adattati alle esigenze specifiche marcate (es. variazioni altimetriche o particolari aspetti di un determinato tracciato.
fare esempio tracklap Mugello
training e pausa a riprodurre il tracklap
Temperatura e ampiezza dei movimenti
Ci sono cose per cui i piloti già si preparano: la temperatura.
E’ importantissimo sapere prima che l’umidità della Malaysia o il caldo della Spagna potrebbero creare imprevisti. Accade per le moto, accade per gli uomini. Alcuni riders effettuano sessioni di aerobica col casco o vestiti di tutto punto.
Allenarsi completamente abbigliato per la gara per un pilota è un gran cambiamento perché casco, tuta, guanti e stivali sono niente meno che un esoscheletro che protegge il pilota dagli urti ma lo limita, anche, nei movimenti.
La posizione di accosciata completa è possibile in tuta ma solo forzando.
Alzare le braccia completamente come per lo snatch, piegare un braccio completamente o ruotare il busto ed il collo con la tuta in velocità sono un’esperienza diversa da quella sperimentata a corpo libero da fermi.